Giudice sportivo: sentenze in agrodolce per il Ponte Crepaldo

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In casa biancoverde quest’ultimo comunicato ufficiale era particolarmente atteso per un paio di ricorsi che il Ponte Crepaldo Eraclea aveva promosso di recente. Accolto quello relativo alla gara del campionato Juniores fra l’Unione Sile ed il Ponte Crepaldo Eraclea terminata sul campo con il risultato di 1-1. La società trevigiana ha effettivamente impiegato nella gara in questione i calciatori Gaye Lamin e Fedaj Nadir non tesserati con la stessa e quindi non aventi titolo. Per questo motivo il giudice sportivo ha condannato l’ Unione Sile con la perdita della gara per 0-3. Di conseguenza la Juniores del Ponte Crepaldo Eraclea, dopo due giornate di campionato, si ritrova in testa alla classifica con sei punti.

Il secondo ricorso riguardava invece la prima squadra e più precisamente la squalifica di tre giornate, di cui una già scontata, inflitta al calciatore Nicolò Vio accusato di aver offeso l’arbitro Giovanni Costa della sezione di Castelfranco al termine della gara: Marcon – Ponte Crepaldo. La società biancoverde aveva promosso ricorso in quanto la versione del calciatore squalificato e di alcuni compagni di squadra presenti al momento del fatto non concordava con quanto dichiarato dall’arbitro nel referto di gara. Come di rito in questi casi, la Corte Sportiva d’appello territoriale ha interpellato l’arbitro il quale ha deciso di confermare le offese ricevute aggiungendo anche il termine «linguaggio blasfemo». Di conseguenza la squalifica di Vio è rimasta invariata. La società crepaldina ha espresso il proprio dispiacere per quest’ultima decisione prendendo atto che la verità su quando accaduto negli spogliatoi di Marcon non è venuta a galla ed il proprio tesserato dovrà scontare una ingiusta squalifica.

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